domenica 13 ottobre 2013
domenica 29 settembre 2013
Festival della Franciacorta.(foto)
Sabato 28 settembre io, insieme a Stefano Elena Alberto e Monica, siamo stati in Franciacorta, nota zona vitivinicola di Brescia, per un'itinerario organizzato dal consorzio, per visitare alcune cantine. Le cantine visitate sono state: Vezzoli Ugo, Lantieri di Paratico e Ferghettina.Ottima l'organizzazione e splendida la compagnia. Un particolare ringraziamento agli esperti delle cantine e alla guida Laura Metelli per la preparazione e la simpatia.
venerdì 6 settembre 2013
Apicoltore risarcito.
Indennizzato con 15 mila euro per la morte delle sue api dopo che era stato eseguito un trattamento con fitofarmaci sul vigneto, a pochi metri dalle sue 45 arnie. Mentre una nuova moria di api si è verificata a Susegana (TV), un apicoltore di Revine Lago (TV), Ernesto Moz, a due anni dal fatto, e dopo aver avviato un'azione legale, si è visto indennizzare il danno subito dalla compagnia assicurativa della ditta agricola proprietaria del vigneto. Era il giugno 2011 quando il 30% delle sue api morì, dopo che era stato eseguito il trattamento contro la cicalina sui vigneti nei pressi del campo sportivo di Revine. Qui l'apicolture aveva 45 delle sue 150 arnie. Violando la legge regionale, l'azienda agricola aveva trattato le piante senza prima procedere allo sfalcio dell'erba. Sui fiori contaminati si erano, quindi, appoggiate le api che, una volta ritornate nell'alveare, erano morte. Una prima moria il 20 giugno: le api non avevano più fatto ritorno nelle arnie. Una seconda il 28 giugno: Moz aveva trovato il 30% delle api morte fuori dagli alveari. L'apicoltore aveva denunciato il fatto al servizio veterinario dell'Usl 7, e allora le api erano state prelevate e inviate per opportune analisi all'Istituto Zooprofilattico di Padova. «Le analisi effettuate – ha spiegato l'avvocato Gianni Lorenzetto, legale di Moz - hanno confermato la presenza di pesticidi clorurati nelle api, oltre ad accertare che la società agricola aveva usato un pesticida, l'Actara 25, il cui componente è la Thiamethoxam, nocivo per le api». L'avvocato Lorenzetto ha così avviato una pratica legale contro la società agricola, evidenziando per il suo assistito, produttore biologico, danni per 15 mila euro. L'azienda, citata in giudizio da Moz, ha a suo volta citato la sua compagnia assicurativa che, con un atto di transazione, cioè un accordo extragiudiziale, ha risarcito con 15 mila euro l'apicoltore revinese. Sulla questione moria delle api, dopo i recenti fatti, interviene con preoccupazione il Wwf Alta Marca: «A maggio la Commissione Europea ha deciso di imporre agli Stati membri di revocare o modificare, entro il prossimo 30 settembre, le autorizzazioni esistenti di tre insetticidi considerati dannosi per le api, tra questi il Thiamethoxam. Da notare però che l'Italia è stata tra gli otto Paesi che hanno votato contro questa proposta».
Gazzettino di Treviso
martedì 20 agosto 2013
mercoledì 14 agosto 2013
Miele di tupelo.
Il miele di tupelo viene prodotto quando le api domestiche raccolgono il nettare dai fiori dell'albero bianco Ogeechee Tupelo (Nyssa oghece). Questi alberi sono distribuiti lungo le sponde dei fiumi, delle paludi e degli stagni; spesso vengono inondati, per lo più nelle paludi della Georgia e della Florida. Si dice che il miele di tupelo provenga da alberi che crescono soltanto sulle sponde di alcuni fiumi, tra cui i più importanti sono l'Apalachicola e l'Ochlockonee. Gli alberi di tupelo hanno grappoli di fiori verdognoli appena visibili, che nel tempo diventano frutti simili a bacche. Il fiore vive solo 2-3 settimane tra aprile e maggio. Il miele di tupelo puro è color ambra chiaro; alcuni notano una leggera sfumatura verde. Ha un aroma di pera e luppolo e un sapore che gli ammiratori descrivono come dolce, delicato, burroso, floreale come lo zucchero filato e l'acqua di rose. Grazie al suo contenuto di fruttosio insolitamente alto (a discapito del saccarosio), il miele di tupelo non granula. Un miele di tupelo granulato è indice di non purezza. Grazie al suo basso contenuto di saccarosio, anche alcuni diabetici possono mangiarlo. Il miele di tupelo autentico non è riscaldato, processato o filtrato; non è neanche mischiato con miele di altri fiori. Persino una piccola quantità di altro miele (il miele galberry, che è raccolto appena prima del tupelo, è il più comune interferente) non è tollerato. L'albero bianco di tupelo cresce naturalmente nelle paludi sud orientali. Data la durata così breve del periodo di fioritura, gli apicoltori devono essere precisi ad avvicinare le api agli alberi; spesso questo avviene allocando le api su banchine che sono raggiungibili solo via mare. La natura severa dell'area del miele di tupelo impone che la sua produzione esista in una piccola sottocultura. L'apicoltore George Watkins afferma che l'unico produttore di miele tupelo attualmente lo raccolga da alberi lungo le sponde del fiume Apalachicola. Alcuni fattori contribuiscono alla produzione limitata e alla possibilità di estinzione del miele di tupelo: • Breve stagione di raccolta (2-3 settimane) che può essere ulteriormente ridotta dalle condizioni climatiche; • Raccolta intensa e stressante che richiede un periodo preciso e un equipaggio speciale – gli apicoltori durante la raccolta devono maneggiare continuamente api, specialmente sulle barche, in aree afose e remote. Prima della raccolta, le api devono essere pulite da residui di altro miele. • Insetticidi. Sul loro sito internet, i Lanier, famiglia di apicoltori, hanno riportato i seguenti dati riguardanti la stagione 2005: “Avremmo avuto un raccolto eccezionale se non ci fosse stato il controllo delle zanzare nella contea. Questo controllo era svolto di giorno e le nostre api venivano spruzzate in volo nel mezzo della raccolta del miele, uccidendole sul posto”. • Sviluppo. L'area della costa del golfo intorno al fiume Apalachicola è soggetta ad un forte sviluppo, per lo più grazie alla St. Joe Company, che possiede alcune miglia lungo la costa. • Importazioni. Durante un'intervista condotta dalla Southern Foodways Alliance, Georige Watkins, apicoltore presso l'Apalachicola ha affermato che il miele di tupelo, che vende a prezzo più alto rispetto ad altri tipi di miele, lo mantiene sul mercato: “se non fosse per il miele di tupelo, non credo che potrei sopravvivere qui come apicoltore, date le importazioni...arrivano tipi di miele cinese a basso costo, miele messicano e vietnamita. Sappiamo da dove proviene perché ci danno vecchi fusti per metterci dentro il miele” (più tardi, nell'intervista, ricorda la grande quantità di miele importata anche dall'Argentina). Fortunatamente la domanda di miele di tupelo è sufficiente per mantenerlo in attivo, per ora.
lunedì 22 luglio 2013
Fiocco rosa o azzurro.
Ecco le fotografie di un piccolo di tortora ospite di una pianta di olmo nel mio giardino.In realtà i piccoli erano due, ma nell'avvicinarsi con la macchina fotografica, uno a preso il volo, e l'altro l'ha preso poco dopo. Congratulazioni a mamma e papà, con la speranza di averli ospiti anche l'anno prossimo.
mercoledì 17 luglio 2013
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